Jill Soloway e l‘establishment di Hollywood hanno paragonato Donald Trump ad Adolf Hitler durante gli Emmy Awards.
Jill Soloway ha vinto un premio per la serie tv "Transparent" su un padre transgender. Transparent è una delle serie col rating più basso. Forse perchè in realtà non è una serie ma solo una campagna per i diritti transgender (su cui non abbiamo nulla in contrario) fingendo di essere una serie televisiva.
Non sono né i primi né gli ultimi a paragonare a sproposito qualcuno a Hitler.
Se vi viene voglia di paragonare Donald Trump a Hitler, o di paragonare chiunque a Hitler o al nazismo fermatevi un attimo.
Fermatevi a riflettere.
Pensateci non due, ma tre volte, dieci volte.
Sappiamo quanto immenso dolore a dir poco hanno causato Hitler, il nazismo e le ideologie del XX secolo.
Riflettete perchè quando fate certi paragoni in maniera errata, per quanto le vostre intenzioni possano essere buone, e lo facciate per denunciare la pericolosità o la cattiveria di persone o paesi, non potete sapere con certezza se avete ragione. Potete forse predire con certezza che Trump si comporterà come Hitler?
Riflettete perchè facendo certi paragoni state tirando in ballo persone vere, persone vive.
Tirate efficacemente in ballo la loro logica? Forse.
Soprattutto tirate in ballo le loro emozioni, emozioni forti, evocative, di morte e sofferenza e maltrattamento.
Le persone di cui parlo sono i discendenti.
Coloro che non hanno perso la memoria, le memorie del passato e dei loro avi. E ne sentono quindi ancora le emozioni “come fosse oggi”, sulla loro pelle.
Perchè sanno che la storia è fatta di corsi e ricorsi e si ripete sempre diversa ma in fondo sempre uguale.
E allora cercano di capire chi siano i “buoni” e chi i “cattivi”, chi è sveglio e chi dorme, chi è pronto a combattere e chi a porgere l’altra guancia – all’assassino.
Non vi stupite se vi accuseranno quando farete quel paragone con Hitler. Staranno cercando di capire chi sono i folli e chi i saggi.
E i folli siete voi che avete fatto quel paragone.
L’Elastico

