Italia/Politica

Se siete suonatori di strada ‘abusivi’ vi ‘sequestrano’ gli strumenti

Credevo vivessimo in un paese libero e democratico. Invece dev’essere successo qualcosa di cui non mi sono accorto. Sì perché non siamo più liberi, neanche di suonare per strada. È noto che in varie città sono in atto delle ordinanze che vietano di suonare per strada liberamente, magari per raccogliere qualche moneta. A chi lo fa vengono ‘sequestrati’ gli strumenti musicali.

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Ecco la libertà di cui godiamo. Innanzitutto non si tratta di sequestro ma di furto perché a casa mia se una cosa viene presa senza permesso significa che è stata rubata e nessuno ha dato il permesso allo Stato di sequestrarci i nostri beni. Ma poi chi è lo Stato? Semplicemente un gruppo di persone uguali a noi che però si arroga il diritto di farlo. Come faceva il re un tempo. E come lo faceva? Con la coercizione e la violenza… esattamente come oggi. Non paghi le tasse? Un gruppo di persone armate si presenta alla tua porta e ti porta in carcere. E poi ci dicono che siamo tutti uguali. Sì, forse questi politici li abbiamo eletti noi, ma per gestire, non per rubarci le cose. Se volevamo che ci rubassero le cose avremmo eletto direttamente la mafia (forse l’abbiamo già fatto da qualche parte). E detto tra noi non abbiamo davvero bisogno di essere “gestiti” in tutto e per tutto, a me sembra che siamo più che civili per gestirci da soli nella maggior parte delle cose. Ma io dico, cosa fanno di male quelli che suonano per strada? E se una persona cantasse per strada gli taglierebbero e sequestrerebbero le corde vocali? Ma qui non si tratta più solo di quelli che suonano per strada.  Qui in Italia non si può fare niente senza il permesso dello Stato.  Sei brava a fare le torte e vuoi venderle per strada per guadagnare qualcosa, magari per arrotondare? Non puoi, non senza un permesso. E ovviamente quel permesso ti costa caro. Come se per usare le mie capacità dovessi andare a chiedere il permesso al re. Ma la monarchia non era finita? Forse è il caso di usare le parole per quello che vogliono dire. Siamo in una democrazia?

La democrazia (dal greco δῆμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere) etimologicamente significa “governo del popolo”, sistema di governo in cui la sovranità è esercitata, direttamente o indirettamente, dall’insieme dei cittadini che ricorrono ad una votazione.

seqstrum1Noi eleggiamo un gruppo di persone per governarci. È vero, ma di rado ricorriamo a una votazione per decidere su ciò che ci circonda. Piuttosto succede che automaticamente chi eleggiamo diventa parte di una elité e questa elité può fare praticamente quello che vuole. E chiaramente tutte le persone che hanno bisogno di “favori” si mescolano con questa élite. Non è una democrazia ma una ‘Elitismo’, potevate dirlo subito! In fondo non ci dicono ogni giorno di stare attenti al populismo?

Io sono contro le rivoluzioni, le rivoluzioni fanno solo male e non portano da nessuna parte, io chiedo di fare una cosa più semplice. Quando succedono queste cose andiamo tutti per strada a suonare, a vendere torte, a vendere limonate,  riempiamo le strade di gente che suona e lavora in allegria, gente che sa che può stare anche senza essere sempre gestita fino all’ultima virgola, facciamolo in tanti, mettiamo un po’ di pressione sul re. Niente di violento, solo per farglielo sapere. Facciamogli anche sapere che nonostante tutto gli vogliamo ancora bene, che non lo metteremo alla gogna e ci opporremo a chiunque lo voglia fare ma che dovrà esserci giustizia. E se anche non tutti scenderanno in strada saremo comunque tanti! Organizziamoci! Vi domandate chi aggiusterà le strade e le scuole se il re non avrà i soldi dai suonatori di strada? Ne avrà comunque abbastanza da tutte le altre tasse ma in caso Noi cittadini creeremo i servizi di cui necessitiamo.

Zed

L’Elastico

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