Nel 2016 L’Elastico pubblicò un articolo dal titolo allarmante: “L’ONU potrebbe gestire Internet”.
Era una previsione sbagliata. Ma la domanda sottostante era buona: chi governa davvero Internet?
Internet non ha un proprietario unico
Internet è una rete di reti. Nessuna singola organizzazione controlla tutti i contenuti, tutti i collegamenti o tutti i servizi.
ICANN svolge invece un compito molto più specifico: coordina gli identificatori univoci che permettono alla rete globale di funzionare come una rete interoperabile, compresi nomi di dominio e indirizzi IP. ICANN dichiara esplicitamente di non controllare i contenuti di Internet.
Che cosa è successo nel 2016?
Il 1° ottobre 2016 è terminato il contratto tra ICANN e il governo statunitense relativo alle funzioni IANA. La gestione di queste funzioni è passata al modello globale multistakeholder previsto dal processo di transizione.
Non è stato un trasferimento dell’Internet all’ONU. E non ha significato che ICANN abbia acquisito il controllo dei contenuti della rete.
Ma la domanda sulla libertà rimane
La governance tecnica non equivale alla libertà di espressione. La libertà online dipende anche da leggi nazionali, piattaforme, provider, tribunali e governi.
Questo rende la questione persino più interessante: come possiamo avere una rete globale quando le regole che limitano ciò che possiamo fare online sono spesso nazionali?
La previsione del vecchio articolo non si è avverata. La domanda, invece, è diventata più importante.
