Se dobbiamo spedire un pacco, preferiamo un servizio privato o quello pubblico?
La domanda sembra invitare a scegliere un vincitore. Ma forse è proprio questa la trappola.
Il privato ha un incentivo semplice
Un’impresa deve convincere qualcuno a pagare. Se il servizio è pessimo, il cliente può cambiare fornitore quando esiste un’alternativa. La concorrenza può quindi creare un incentivo potente a ridurre costi, migliorare qualità e innovare.
Ma non tutto funziona così
Immaginiamo vigili del fuoco, giustizia, difesa nazionale o una rete infrastrutturale nella quale duplicare tutto sarebbe enormemente costoso. In questi casi “facciamo competere tutti” non risolve automaticamente il problema.
Inoltre un servizio pubblico può perseguire obiettivi che un’impresa privata non avrebbe convenienza a perseguire, come garantire accesso anche dove il mercato non rende abbastanza.
La vera domanda
Il confronto utile non è “pubblico contro privato”. È: quale meccanismo crea gli incentivi migliori per questo specifico servizio?
Concorrenza? Monopolio regolato? Gestione pubblica? Una combinazione?
La risposta può cambiare da un settore all’altro.
La domanda che rimane
Quando discutiamo di Stato e mercato, stiamo davvero scegliendo tra due ideologie o stiamo scegliendo quale meccanismo funziona meglio per risolvere un problema concreto?
