Quando essere amati ci mette in difficoltà

Ci sono persone che desiderano moltissimo essere amate. Eppure, quando qualcuno finalmente le ama davvero, qualcosa si inceppa.

Non è un paradosso così raro. Se per molto tempo abbiamo imparato a considerarci poco interessanti, poco capaci o poco degni di affetto, l’interesse di un’altra persona può entrare in conflitto con l’immagine che abbiamo di noi stessi.

Ed è qui che la domanda diventa interessante: quanto siamo capaci di credere all’amore che riceviamo?

Se non mi considero amabile, cosa penso dell’amore che ricevo?

Immaginiamo di avere una convinzione profonda: “Una persona come me non può essere davvero desiderata”. Se qualcuno ci dimostra il contrario, abbiamo due possibilità. Possiamo aggiornare l’idea che abbiamo di noi stessi. Oppure possiamo mettere in dubbio quella persona.

Forse non mi ama davvero. Forse non mi conosce abbastanza. Forse sta sbagliando. Forse prima o poi si accorgerà di chi sono veramente.

In questo modo una convinzione su noi stessi può diventare una lente attraverso cui interpretiamo anche il comportamento degli altri.

Ma l’amore per se stessi non significa pensare di essere perfetti

Qui serve una distinzione importante. Avere una buona considerazione di sé non significa convincersi di essere straordinari, né ignorare i propri difetti. E non significa nemmeno accettare qualsiasi comportamento in nome dell’autostima.

Significa forse qualcosa di più semplice: riuscire a riconoscere i propri limiti senza trasformarli in una sentenza sul proprio valore.

Posso aver sbagliato senza essere un errore. Posso essere stato rifiutato senza essere una persona rifiutabile. Posso avere bisogno di migliorare senza dovermi convincere di non valere nulla.

E se il problema fosse anche il contrario?

C’è però un’altra domanda che vale la pena porsi. Se impariamo a proteggerci dicendo che meritiamo amore, possiamo finire per usare questa idea per evitare qualsiasi critica o responsabilità?

Forse l’obiettivo non è arrivare a pensare “sono una persona meravigliosa”. Forse è arrivare a pensare: “Sono una persona imperfetta, posso sbagliare, posso cambiare e posso comunque essere degna di affetto”.

La domanda che rimane

Quando qualcuno ci vuole bene, non riceviamo soltanto qualcosa dall’esterno. A volte siamo costretti a confrontarci con l’immagine che abbiamo costruito di noi stessi.

E allora forse la domanda non è soltanto “quanto amo me stesso?”.

È anche: quanto sono disposto a prendere sul serio l’idea che qualcun altro possa vedere in me qualcosa che io non riesco ancora a vedere?

Forse amare se stessi non comincia quando impariamo a piacerci. Forse comincia quando smettiamo di considerare impossibile che qualcun altro possa amarci.


Scopri di più da L'Elastico

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Ci sono persone che desiderano moltissimo essere amate. Eppure, quando qualcuno finalmente le ama davvero, qualcosa si inceppa. Quanto siamo capaci di credere all’amore che riceviamo?

L’Elastico è un luogo dove le idee vengono messe alla prova.

Abbiamo un’idea. Vediamo se regge. Fatti, pensieri e domande per imparare a pensare.

© L’Elastico · Imparare a pensare