Nel 2016 L’Elastico raccontava gli “Alberi del Vento” come una curiosità capace di rendere più bella l’energia eolica.
Dieci anni dopo, la cosa interessante è che l’idea non è scomparsa.
L’idea
New World Wind continua a produrre sistemi eolici biomimetici: strutture che imitano alberi, palme e cespugli e che integrano piccole turbine. L’azienda propone oggi prodotti WindTree, WindPalm e WindBush, oltre a sistemi ibridi e microturbine Aeroleaf.
La logica è interessante: invece di portare una grande turbina in un paesaggio urbano, provare a progettare un oggetto che possa essere percepito anche come elemento architettonico.
Ma bello significa efficace?
No. E questo è il punto che spesso dimentichiamo quando una tecnologia ha un aspetto spettacolare.
Un impianto energetico deve essere giudicato anche per energia prodotta, costi, manutenzione, durata, affidabilità e condizioni del luogo in cui viene installato.
Una tecnologia può essere affascinante e contemporaneamente non essere la soluzione migliore per produrre energia su larga scala.
Però c’è un’altra domanda
Forse il valore di queste tecnologie non sta nel sostituire le grandi turbine. Potrebbe stare nel produrre una piccola quantità di energia vicino al luogo in cui serve, quando l’integrazione estetica e urbana conta davvero.
New World Wind afferma oggi di avere installazioni in diversi paesi e continua a sviluppare prodotti eolici e ibridi. Quindi la vecchia idea non era semplicemente una trovata del 2016.
La domanda che rimane
Quando una tecnologia deve entrare nella nostra vita quotidiana, quanto valore siamo disposti a dare alla sua efficienza e quanto alla sua capacità di convivere con ciò che abbiamo già costruito?
Forse il futuro dell’energia non sarà fatto soltanto di macchine sempre più grandi. Potrebbe essere fatto anche di macchine che imparano a diventare parte del paesaggio.
