Nel 2016 il titolo di questo articolo era quasi una provocazione: “Coltivazioni su Marte? Si può fare!”. Dieci anni dopo, la risposta è più interessante.
Sì, alcune piante possono crescere in materiali che imitano il regolite marziano. No, non significa che domani potremmo piantare patate direttamente sul terreno di Marte.
Il regolite non è un normale terreno agricolo
Il materiale superficiale di Marte è privo della materia organica che rende il suolo terrestre un ecosistema. Inoltre contiene sostanze problematiche, tra cui i perclorati, e presenta caratteristiche fisiche che rendono difficile la coltivazione.
Per questo gli esperimenti terrestri usano simulanti: materiali costruiti per imitare alcune caratteristiche del regolite reale.
Eppure le piante crescono
Esperimenti condotti su simulanti marziani hanno mostrato che diverse colture possono germinare e produrre parti commestibili, soprattutto quando il materiale viene modificato o arricchito. Studi dell’Università di Wageningen hanno ottenuto risultati con diverse specie, ma questo non equivale a dimostrare che l’agricoltura sarà semplice su Marte.
La NASA sottolinea infatti che, per le prime missioni, sistemi come l’idroponica possono essere più pratici del tentativo di coltivare direttamente nel regolite. Rimangono da affrontare acqua, nutrienti, contaminanti, gravità ridotta, ambiente chiuso e gestione del materiale marziano.
La parte più interessante
La domanda non è più soltanto “una pianta può crescere su Marte?”.
È: quanto dobbiamo trasformare l’ambiente prima che possa diventare un ambiente agricolo?
Forse un giorno useremo il regolite come materia prima, dopo averlo trattato. Forse useremo soprattutto serre e sistemi idroponici. Forse faremo entrambe le cose.
La domanda che rimane
La vera sfida dell’agricoltura marziana potrebbe non essere insegnare alle piante a vivere su Marte.
Potrebbe essere imparare a costruire, pezzo dopo pezzo, un piccolo pezzo di Terra in un luogo che Terra non è.
