Segui la tua passione. Oppure costruiscila?

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“Segui la tua passione”. È probabilmente uno dei consigli più ripetuti quando si parla di lavoro e di futuro.

Ed è anche uno dei consigli che mi convincono meno.

Non perché la passione non conti. Al contrario: penso che sia troppo importante per essere ignorata. Ma quando si tratta di scegliere come guadagnarsi da vivere, confondere la passione con una direzione professionale può essere un errore.

La passione non è una competenza

Pensiamo a quello che succede quando guardiamo una persona famosa raccontare il segreto del proprio successo. Spesso sentiamo frasi come “non smettere mai di inseguire i tuoi sogni” oppure “non permettere a nessuno di dirti che non puoi farcela”.

Sono frasi incoraggianti. Il problema è che nessuno sa, prima di conoscerla davvero, dove porterà la passione di una persona.

Posso amare il canto e non essere capace di cantare. Posso adorare la fotografia e non avere le capacità necessarie per farne un mestiere. Posso essere affascinato dall’idea di costruire case e scoprire, una volta davanti a un pezzo di legno, di non essere affatto portato per quel lavoro.

La passione e la capacità non sono la stessa cosa.

E questa è una distinzione che tendiamo a dimenticare.

Il lavoro dei sogni

Quando la passione diventa un consiglio professionale, compare un’altra illusione: quella del “lavoro dei sogni”.

Ci immaginiamo che da qualche parte esista un lavoro perfettamente adatto a noi, capace di farci sentire realizzati ogni giorno. E allora cerchiamo quel lavoro come se fosse un tesoro nascosto.

Ma potremmo anche stare cercando nel posto sbagliato.

Esistono lavori che non avremmo mai pensato di amare perché non li conosciamo. E ne esistono altri che sembrano perfetti da lontano, ma che nella realtà non ci piacerebbero affatto.

Forse, quindi, la domanda non dovrebbe essere soltanto: “Che cosa amo fare?”

Potremmo chiederci anche: “In che cosa posso diventare bravo?”

Guardare dove gli altri non guardano

Durante gli anni di Dirty Jobs ho incontrato molte persone che avevano costruito una vita soddisfacente facendo lavori che raramente vengono presentati ai ragazzi come lavori “da sogno”.

Idraulici, saldatori, elettricisti, carpentieri e altri professionisti avevano seguito una strada molto meno romantica: avevano guardato dove c’era un’opportunità, avevano imparato un mestiere, erano diventati bravi e avevano costruito qualcosa intorno a quella competenza.

Uno dei casi che ricordo meglio è quello di un uomo che lavorava nella pulizia delle fosse settiche e che aveva avuto un enorme successo economico. La sua logica era semplice: guardare dove gli altri non stavano andando, diventare bravo nel proprio lavoro e vedere cosa sarebbe successo.

Il punto non è che tutti dovrebbero fare il mestiere più richiesto del momento. Il punto è che un’opportunità può trasformarsi in passione dopo che abbiamo imparato a fare bene qualcosa.

Il problema che non vediamo

Nel 2016, quando ho registrato questo intervento, negli Stati Uniti c’erano milioni di posti di lavoro aperti che i datori di lavoro facevano fatica a coprire. Il dato di circa 5,8 milioni di posizioni aperte citato allora proveniva dalle statistiche sul mercato del lavoro statunitense di quel periodo.

Il mio punto era semplice: mentre molti giovani si concentravano sulle poche professioni considerate prestigiose, esistevano moltissime opportunità che quasi nessuno aveva insegnato loro a considerare.

Il problema non era necessariamente l’assenza di lavoro. Era anche il fatto che non sapevamo riconoscere alcune opportunità come opportunità.

E poi è successo a me

Quando avevo sedici anni volevo seguire le orme di mio nonno. Era un artigiano straordinario, capace di costruire una casa senza bisogno di un progetto davanti.

Quella era la mia passione. E l’ho seguita.

Ho frequentato i corsi di laboratorio, ho cercato di imparare il più possibile e ho provato a sviluppare quelle capacità che per mio nonno sembravano naturali.

Il problema era che io non ero bravo quanto lui.

Alla fine ho dovuto accettare una cosa piuttosto difficile: voler fare qualcosa non significa essere portati per farla.

Mio nonno mi diede allora un consiglio che ho ricordato per tutta la vita: potevo ancora diventare un artigiano, ma avrei avuto bisogno di una cassetta degli attrezzi diversa.

Mi ci volle un po’ per capire cosa significasse davvero.

“Perseverare” è un ottimo consiglio soltanto quando stiamo andando nella direzione giusta. Altrimenti possiamo semplicemente diventare molto bravi a insistere nell’errore.

Non abbandonare la passione. Portala con te.

Quindi no: non sto dicendo che la passione non conta.

Sto dicendo qualcosa di diverso.

La passione è troppo importante per farne a meno, ma è troppo instabile per lasciarsi guidare completamente da lei.

Possiamo scegliere un lavoro perché offre un’opportunità. Possiamo imparare. Possiamo diventare bravi. Possiamo ottenere soddisfazione e indipendenza. E, magari, scoprire che quella stessa attività ci piace molto più di quanto avremmo immaginato.

Forse la passione non è sempre il punto di partenza.

A volte può essere il risultato.

L’Elastico: una distinzione importante

Il video di Mike Rowe è del 2016 e il dato sui 5,8 milioni di posti aperti appartiene a quel contesto storico. Non va quindi presentato oggi come fotografia del mercato del lavoro attuale. La sua tesi, però, non dipende soltanto da quel numero: riguarda il rapporto tra passione, capacità, opportunità e conoscenza delle alternative.

E qui forse vale la pena aggiungere una domanda.

“Segui la tua passione” può essere un buon consiglio se significa non ignorare ciò che ci interessa. Diventa molto più rischioso se significa scegliere una professione soltanto perché ci appassiona, senza chiederci se siamo capaci di farla, se esiste una domanda per quel lavoro e se possiamo costruirci una vita sostenibile.

Forse, allora, la domanda migliore non è “Qual è la mia passione?”.

È: “Dove posso diventare bravo, dove posso essere utile e che cosa potrebbe succedere se dessi a quella strada abbastanza tempo da farmela amare?”

Non sempre dobbiamo trovare la nostra passione.

A volte dobbiamo darle la possibilità di nascere.

Video di riferimento: Mike Rowe, “Don’t Follow Your Passion”, PragerU, 6 giugno 2016.


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“Segui la tua passione” è un consiglio intuitivo. Ma passione, capacità, opportunità e lavoro non sono la stessa cosa. E forse la passione non è sempre il punto di partenza.

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