Quando agli ebrei si chiudono tutte le porte

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Ci sono discussioni che sembrano riguardare una parola, una definizione o una disputa religiosa. Poi, guardandole meglio, ci si accorge che sotto c’è una domanda molto più antica: dove devono stare gli ebrei?

È la domanda da cui parte Jeremy Boreing nel 63° episodio di The Jeremy Boreing Show, intitolato They’re Trying To Eradicate the Jews. Il suo punto di partenza è una discussione apparentemente semplice sul termine “giudeo-cristiano”: il cristianesimo nasce infatti dentro una storia ebraica, Gesù era ebreo e i testi dell’Antico Testamento appartengono alla tradizione ebraica.

Ma perché una constatazione storica così elementare può diventare controversa?

Quando una persona diventa “fuori posto”

La parte più interessante del video non è forse l’elenco delle affermazioni antisemite che circolano online. È il meccanismo che Boreing cerca di mettere a fuoco.

Secondo la sua tesi, l’antisemitismo tende a costruire una situazione nella quale gli ebrei non appartengono davvero a nessun luogo. Se sono legati alla Bibbia, qualcuno sostiene che quella storia non sia veramente loro. Se vivono in America o in Europa, possono essere descritti come stranieri incapaci di integrarsi. Se esiste Israele, lo Stato ebraico viene trasformato, nella versione più estrema di questa narrativa, nella prova che gli ebrei sarebbero comunque un corpo estraneo.

Boreing chiama questo schema “Nowhere Doctrine”: una dottrina del “da nessuna parte”. Non importa quale porta venga attraversata: alla fine, secondo questa logica, gli ebrei non dovrebbero appartenere nemmeno lì.

La storia mostra cosa succede quando le porte si chiudono

Qui il discorso smette di essere soltanto contemporaneo.

Per secoli gli ebrei europei sono stati sottoposti a discriminazioni, espulsioni, violenze e restrizioni legali. Nell’Ottocento l’antiebraismo religioso venne affiancato da forme di antisemitismo presentate come teorie razziali. Nel Novecento, nella Germania nazista, questa costruzione ideologica arrivò alla persecuzione sistematica e infine allo sterminio di circa sei milioni di ebrei europei.

La lezione storica non è che ogni critica agli ebrei, a Israele o alla religione ebraica sia antisemitismo. Sarebbe una conclusione troppo semplice. Una società libera deve poter discutere anche religioni, governi e Stati.

La domanda diventa invece un’altra: quando la critica smette di riguardare ciò che una persona fa e comincia a riguardare ciò che una persona è?

Il problema del bersaglio collettivo

Un governo può essere criticato. Un esercito può essere criticato. Una religione può essere criticata. Un’ideologia può essere criticata.

Ma trasformare milioni di persone in un unico soggetto morale produce un salto completamente diverso. “Quel governo ha fatto X” è una proposizione verificabile. “Gli ebrei fanno X” attribuisce invece caratteristiche e responsabilità a persone che possono non avere nulla in comune, se non l’appartenenza reale o presunta a un gruppo.

È uno dei passaggi attraverso cui il pregiudizio può diventare più resistente alla realtà: il singolo individuo non viene più incontrato come individuo. Diventa la rappresentazione di una categoria.

Ma la domanda vale anche per noi

Il video di Boreing è esplicitamente un intervento polemico e prende di mira affermazioni e figure specifiche della destra americana. Non è quindi un’analisi neutrale di tutte le forme contemporanee di antisemitismo. È una tesi argomentata da un autore con una precisa posizione culturale e politica.

Ed è proprio per questo che vale la pena separare la tesi dal suo autore.

Possiamo non condividere ogni sua interpretazione e, allo stesso tempo, prendere sul serio la domanda che pone: cosa accade quando una minoranza viene descritta come permanentemente estranea, indipendentemente da dove viva, dalla religione che pratichi o dal contributo che dia alla società?

È una domanda che non riguarda soltanto gli ebrei. Riguarda il modo in cui una società decide chi può appartenere e chi, invece, viene continuamente invitato a dimostrare di avere il diritto di esserci.

Forse è questo il punto più utile da portare fuori dal video: non dobbiamo accettare automaticamente ogni spiegazione dell’antisemitismo per riconoscere il pericolo di una società nella quale un gruppo viene trasformato in un problema da risolvere.

La domanda, alla fine, è semplice: quante porte devono essere chiuse prima che una persona venga considerata senza un posto dove stare?


Questo articolo prende spunto dall’episodio 63 di The Jeremy Boreing Show, “They’re Trying To Eradicate the Jews”, pubblicato il 29 settembre 2026. Le tesi e le interpretazioni attribuite a Boreing sono presentate come tali e non costituiscono automaticamente la posizione de L’Elastico.


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Un video di Jeremy Boreing parte da una disputa sul termine “giudeo-cristiano” per arrivare a una domanda più antica: cosa succede quando a un popolo viene negato, una volta dopo l’altra, il diritto di appartenere?

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