Mondo/Politica

Internet, il passaggio a ICANN avviene oggi.

Stanotte, 1 Ottobre, a mezzanotte avverrà il cambiamento più significativo nel funzionamento di Internet da una generazione a questa parte.

Alle 12:01 ora di Washington, il governo degli Stati Uniti uscirà dal contratto IANA il quale, per quasi 20 anni, ha definito il modo in cui Internet è cresciuto ed è stato strutturato, e lo consegnerà all’organizzazione no-profit ICANN.

Nulla cambierà per i normali utenti di Internet – ICANN continuerà a fare quello che ha fatto fin dalla sua nascita nel 1999 – ma il passaggio di potere rappresenta qualcosa di più grande: Il governo degli Stati Uniti non controllerà più internet. Lo farà ICANN.

Con il passaggio ad ICANN, teoricamente, saranno gli utenti di Internet a decidere come la rete globale si svilupperà da qui in poi.

Più volte in precedenza ICANN aveva chiesto che le venisse ceduto il contratto, ma il governo degli Stati Uniti aveva rifiutato: la sua posizione era utile perchè, in quel modo, i funzionari del governo avevano un contatto diretto con i capi dell’ICANN che, a volte, hanno usato per tentare di forzare l’ICANN a riconsiderare Scelte sbagliate.

Quando nel 2002 le Nazioni Unite erano venute a chiedere di ridisegnare il modo in cui Internet era governato, il governo degli Stati Uniti aveva rifiutato e non voleva cedere il controllo di IANA, ma si era dato avvio a dei negoziati.

E per anni lo status quo aveva retto.

Nonostante ciò, quando l’ICANN aveva detto nel 2006 che stava per chiedere il controllo del contratto come parte di un ridisegno del suo accordo con il Dipartimento del Commercio statunitense, i funzionari del governo hanno reso altrettanto chiaro che il contratto non era sul tavolo.

Poi, nel 2012, la maggior parte dei governi mondiali aveva deciso di firmare un accordo che ha dato all’ITU (Unione Internazionale delle Telecomunicazioni), un organo dell’ONU, maggiore voce in capitolo sull’evoluzione di Internet.
Gli Stati Uniti e i loro alleati dell’occidente, per protesta, erano letteralmente usciti dal luogo dalla riunione.

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Internet era diventato un pericolo critico per i poteri della maggior parte dei governi mondiali, e la tolleranza per il ruolo degli Stati Uniti stava diminuendo. Ma è stato quando Edward Snowden ha rivelato che il governo degli Stati Uniti avesse usato internet per azioni di spionaggio nei confronti di altri paesi che c’è stato il cambiamento.

Nel giro di pochi mesi, i funzionari del governo degli Stati Uniti hanno annunciato che erano disposti a lasciare andare il contratto e hanno chiesto a ICANN una consultazione per decidere cosa fare. Questo processo è durato più di due anni e ha portato a una serie di compromessi disordinati.

ICANN, ovviamente, ha deciso che subentrerà nel contratto.

ICANN è riuscita anche a impedire che la comunità di internet possa introdurre modifiche di vasta portata per l’organizzazione che la renderebbero più affidabile, stabilendo invece una serie di misure postume come il blocco del bilancio in caso di atti illeciti.

Alcuni membri del Congresso – in particolare il senatore Ted Cruz – hanno tentato di bloccare il passaggio per il legittimo timore che, in questo modo, governi stranieri non liberi, direttamente, attraverso l’ONU o anche per mezzo di ONG, potessero influenzare la libertà di Internet.

Quando tali tentativi sono falliti, quattro stati hanno fatto un ultimo disperato tentativo di ritardare il passaggio, hanno presentato una querela e chiesto un ordine restrittivo provvisorio.
Infine, solo poche ore prima del passaggio ufficiale, un giudice di Galveston, in Texas, ha negato la mozione e rimosso quindi l’ultimo ostacolo.

È un momento storico nella storia di Internet, ben presto sapremo se sarà stata una mossa saggia.

Vedi Anche: I Gravi Difetti dell’ONU – L’O.N.U. potrebbe gestire Internet dal 1° di Ottobre

Fonte: TheRegister

L’Elastico

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