Di solito dividiamo gli elettori tra destra e sinistra. Ma potremmo anche dividerli in un modo migliore, più psicologicamente profondo, più radicato alla personalità di ognuno. Potremmo dividerli tra elettori “romantici” ed elettori “classici”.
Ecco cosa li distingue l’uno dall’altro.
1. Rivoluzione vs. Evoluzione
Il Romantico crede che un mondo migliore sarebbe dietro l’angolo se solo venissero intraprese azioni coraggiose e impavide, se solo facessimo un accordo o disfassimo un accordo, se solo facessimo una guerra o fermassimo una guerra.
Il romantico considera un certo grado di impazienza una cosa buona per governare una nazione, e può considerare positivamente anche un po’ di rabbia, se viene maneggiata con cura.
Il Romantico è eccitato all’idea di come potrebbero essere le cose in un mondo ideale e giudica sempre male il mondo reale paragonandolo ad una alternativa immaginaria migliore.
Molto spesso lo stato delle cose lo porta ad essere molto deluso dal momento che egli dà peso alle ingiustizie, alle prevaricazioni, ai compromessi o alla timidezza di quasi tutti i personaggi della politica.
Il Classico, dal canto suo, si fida poco di gesti e azioni improvvise. Sta molto attento invece a ciò che potrebbe andar male ed è molto concentrato sul modo migliore di moderare gli aspetti negativi delle cose. È cosciente del fatto che le cose potrebbero essere molto peggiori di come sono. Prima di condannare una politica la confronta con tutte le politiche del passato per concludere che i compromessi attuale sono accettabili date le circostanze.
Il Classico generalmente vede gli altri con sospetto. Di solito pensa che gli altri siano un po’ peggio di come appaiono. Si rende conto che gli esseri umani sono anche guidati da profondi istinti, desideri e brame, e crede che il compito della politica sia quello di contenerle piuttosto che liberare la genialità, la forza, la bellezza e la benevolenza.
Gli alti ideali lo rendono nervoso perché è governato dall’idea di non peggiorare la situazione attuale e anche se è propenso ai miglioramenti lo è in maniera modesta e cauta.
2. Colpa vs. Responsabilità
Il Romantico vede molte cose che non vanno bene nel mondo e si sente in grado di analizzare di chi sono le responsabilità. Forse la colpa è di un certo gruppo o di una certa classe sociale. È impossibile che la colpa non sia di nessuno quindi per lui lo scopo della politica e quello di scovare i responsabili e rispondere appropriatamente.
Il Romantico ha fiducia nella sua capacità di essere buono e puro. È convinto che lui non potrebbe mai essere ignobile come i suoi nemici e quindi si sente legittimato ad attaccarli mantenendo la coscienza pulita.
Il Classico si rende anche conto delle cose che non vanno ma è anche perfettamente consapevole della sua capacità di sbagliare. Questo lo fa esitare quando deve incolpare qualcuno. Si rende conto che anche lui stesso sarebbe potuto essere dalla parte sbagliata in circostanze diverse e che nessuno ha il monopolio della Giustizia.
Il classico ritiene che il male sia distribuito abbastanza equamente in tutti i gruppi umani e che quindi dobbiamo comprenderci l’un l’altro anzichè condannarci.
3. Individui vs. Istituzioni
Il Romantico ritiene che ogni grande innovazione nella storia sia stata frutto di individui geniali e di talento che hanno preso il destino nelle loro mani e hanno combattuto contro l’inerzia e la mentalità conservatrice della massa e soprattutto delle istituzioni intorno a loro.
Il classico invece si preoccupa molto della possibilità che singoli individui possano prendere l’iniziativa e fare disastri a causa delle debolezze che hanno e che tutti abbiamo, anche i più intelligenti.
Quindi il Classico è a favore di istituzioni lente e radicate nelle leggi, che limitino i poteri individuali e impediscano ai singoli individui di cambiare la direzione del gruppo troppo rapidamente.
4. Certezza vs Incertezza
Il Romantico crede che si possa analizzare una situazione in maniera così chiara e perfetta da avere giustizia assoluta. Di conseguenza non è necessario ascoltare chi non è d’accordo. È chiaro che chi non è d’accordo ha torto e può essere quindi zittito.
Il Classico invece sta molto attento alle possibilità di errore nelle analisi politiche, sia proprie che altrui. Sono quindi sempre aperti a sentire opinioni diverse o opposte alle loro perché credono che vi possa essere un fondo di verità.
5. Forza vs. Modestia
Il Romantico crede che il modo migliore per una nazione di stare al sicuro sia di apparire forte.
Il Classico crede che il modo migliore per una nazione di stare al sicuro sia che le altre nazioni pensino bene di essa e quindi eviterà atteggiamenti che possano far arrabbiare, allarmare o confondere le nazioni vicine. Il Classico è consapevole di come la forza di una nazione crei nelle nazioni circostanti il desiderio di essere forti a loro volta. Ritiene che il miglior modo di procedere sia di prepararsi in privato per il peggio ma di tendere la mano in amicizia ad ogni evento pubblico.
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Sia l’orientamento politico Romantico che quello Classico contengono molte verità. Nessuno dei due è totalmente giusto o sbagliato. Devono essere bilanciati. E nessuno di noi segue sempre solo uno di questi due orientamenti. Ora, visto che un buon sistema politico ha bisogno di un costante bilanciamento tra i due, può darsi che in molti paesi moderni sia il caso oggi di ascoltare con maggior attenzione anche l’orientamento Classico che, da tempo, viene trascurato e che è quindi sarebbe più giusto riscoprire.
Fonte:
L’Elastico

