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Certe culture sono migliori di altre?

Da Prager University
Parla: Dinesh D’Souza

Pensate che gli Stati Uniti e l’occidente siano composti da imperialisti, colonialisti, sfruttatori di risorse, persone avide e razziste e i cui valori non meritano di essere difesi?
Se pensate che questa domanda sia assurda è che nessuno la pensi in questo modo vi sbagliate. Molte persone la pensano in questo modo. Ciò che è ancora più inquietante è che molte di queste persone sono nate e vivono in Occidente.
In altre parole sono persone che disprezzano la loro stessa cultura.

Questo pensiero è il prodotto di una dottrina ampiamente insegnato nelle nostre scuole.
È la dottrina del multiculturalismo che crede che tutte le culture siano uguali. Sostiene che i valori, l’arte, la musica, il sistema politico o la letteratura di una cultura non possano essere migliori o peggiori di un’altra. Ma è davvero così?
Quualche anno fa si creò una grande controversia quando lo scrittore premio Nobel Saul Bellow disse: “Trovatemi il Tolstoj degli Zulu o il Proust dei Papuani e sarò felice di leggerli.”

Per questa frase Bellow fu accusato di essere razzista.
L’accusa però era insensata perchè Bellow non stava dicendo che gli Zulu o i Papuani fossero incapaci di produrre grandi romanzi ma che, per quanto ne sapeva, non ne avevano avuti.
Ha però violato il principio numero uno della dottrina del multiculturalismo solo per aver suggerito la possibilità che alcune culture abbiano contribuito più di altre.

Più di recente il Presidente Donald Trump ha espresso un’idea simile quando era a Varsavia, in Polonia. Egli disse: “Noi componiamo sinfonie, perseguiamo l’innovazione, facciamo tesoro del principio di legalità e proteggiamo il diritto alla libertà di parola ed espressione, includiamo le donne come pilastri della nostra società e del nostro successo. Questo è ciò che siamo, questi sono i legami inestimabili che ci uniscono come civiltà.” (6 Luglio 2017).
Per questo Trump è stato duramente condannato dai multiculturalisti.
Un giornalista ha scritto: “come ha potuto dire che questi principi siano unicamente qualità delle nazioni dominate dai bianchi, anzichè dire che sono verità universali di tutta la specie umana e di tutte le culture?”

Ed ecco il problema: Valori come l’innovazione, lo stato di diritto, la libertà di parola ed espressione e i diritti delle donne sono davvero validi in tutte le culture?
Se tutte le culture sono uguali, come si spiega che negli ultimi 500 anni è stata una sola cultura, quella occidentale ed ora quella americana, che ha influenzato il mondo?
I multiculturalisti lo spiegano in termini di oppressione. La civiltà occidentale, dicono, è diventata così potente perché è malvagia. Secondo loro lo studio della civiltà occidentale dovrebbe concentrarsi sul colonialismo e sulla schiavitù ossia sui i meccanismi di oppressione Occidentale.
Peccato che il colonialismo e la schiavitù non fossero affatto caratteristiche unicamente dell’Occidente ma caratteristiche universali.
Ad esempio, gli Inglesi conquistarono l’India e la governarono per 300 anni. Ma prima di loro i Persiani, i Mongoli, i Musulmani e Alessandro Magno fecero esattamente la stessa cosa, conquistarono grandi parti dell’India. In realtà gli Inglesi furono il sesto o settimo invasore coloniale ad occupare l’India.

Per quanto riguarda la schiavitù, essa è esistita in ogni cultura. Era prevalente nell’antica Cina, nell’antica India, in Grecia, a Roma e in Africa. Perfino gli Indiani d’America praticavano la schiavitù ben prima che Colombo mettesse piede in America.

Ciò che fu unicamente Occidentale invece non fu la schiavitù ma l’abolizione della schiavitù!

Ciò che distingue l’Occidente da tutte le altre culture sono le istituzioni della Democrazia, del Capitalismo e della Scienza.
Queste istituzioni si sono sviluppate a causa delle dinamiche peculiari tra Atene e Gerusalemme, una sintesi della Ragione Classica e della Moralità Giudaico-Cristiana. Sono queste istituzioni che rappresentano, a mio avviso, la fonte della forza dell’Occidente e spiegano il dominio dell’Occidente nel mondo.
La più grande forza dell’Occidente non è semplicemente il suo potere militare ma anche l’ineguagliabile potere delle sue idee e istituzioni.

E l’America? Se l’America è una nazione di immigrati, per lo più immigrati non bianchi, non è questa una società multiculturale per definizione?
NO.
L’America è una società multietnica e non vogliamo che sia una società multiculturale.
Io sono un immigrato dall’India. Mia moglie è immigrata dal Venezuela. Nonostante le nostre differenze etniche ci siamo entrambi assimilati ai valori unici dell’America, i valori incarnati nella Costituzione e nelle Leggi, la ricerca della felicità e il sogno Americano.

Quindi no, gli Stati Uniti e l’Occidente non sono composti da imperialisti, colonialisti e avidi razzisti sfruttatori. I nostri valori meritano di essere difesi, non solo perché sono nostri ma perché sono buoni.

L’Elastico