Una ragazza Yazida di soli 16 anni di nome Yasmin non ne poteva più di essere violentata dai terroristi dell’ISIS. Così si è cosparsa di benzina e si è data fuoco, sapendo che se fosse sopravvissuta i guerriglieri non l’avrebbero più trovata desiderabile. “Ora sembra uno zombie, e i bambini piangono quando la vedono”, ha detto il Dr. Jan Kizilhan, un professore di psicologia ed esperto di traumi che ha lavorato per portare le donne e i bambini traumatizzati dall’ISIS in Germania per il trattamento. “E ‘così difficile guardare ciò che il fuoco le ha fatto.”
Secondo il Dottor Kizilhan, molti combattenti dell’ISIS vedono gli stupri di donne e bambini yazidi, e la macellazione dei loro uomini, come moralmente equivalente ad “uccidere una gallina.” Il Dr. Jan Kizilhan, che ha lavorato con le vittime di traumi in Ruanda e Kosovo, ha collaborato con la regione tedesca del Baden-Württemberg per portare 1.100 donne e bambini (finora) in un posto vicino a Stoccarda per il trattamento. Tutti i rifugiati sono alle prese con esperienze orribili. Una bambina di 10 anni ha raccontato che è stata venduta otto volte a diversi combattenti dell’ISIS dopo essere stata rapita con la madre durante l’invasione della regione di Sinjar nel mese di agosto del 2014. I combattenti l’hanno violentata, picchiata, e sottoposta ad estremi abusi fisici.
Duzen Tekkal, un giornalista tedesco di origine Yazida, si è recato in Iraq per girare un documentario – Hawar – per contribuire ad aumentare la consapevolezza della condizione della comunità Yazida. In un’intervista telefonica, Tekkal ha detto che i bambini con i quali ha parlato non parlavano più come dei bambini. “In un caso,” ha raccontato, “una bambina di 9 anni ha detto ‘Prendete me per essere violentata, non la mia sorellina, per favore non toccatela, prendete me.’ Così hanno preso la sorellina di 6 anni, l’hanno portata giù per la montagna e l’hanno violentata”. Alcuni dei bambini, ha aggiunto, hanno rimosso il ricordo dei loro stupri – tra cui una bambina di 12 anni che, nonostante dica di non essere stata toccata, era innegabilmente incinta.
L’ISIS detiene ancora quasi 2.000 donne in ostaggio, quasi tutte Yazide, secondo un recente rapporto delle Nazioni Unite.
L’Elastico

