Breitbart – Dr. Hurd – Traduzione:
Giovedì 22 Settembre Papa Francesco ha detto che il giornalismo basato su pettegolezzi o dicerie è una forma di “terrorismo” e i media che creano stereotipi su intere popolazioni o fomentano la paura dei migranti agiscono distruttivamente.
Terrorismo giornalistico? Se questa idea guadagna punti, il primo emendamento (libertà di parola) sarà perduto entro la fine del prossimo anno. In una lotta tra ‘libertà di parola’ e ‘sconfitta del “terrorismo giornalistico”‘, è quest’ultimo che probabilmente vincerà.
La domanda è: Esiste il terrorismo giornalistico? Il Papa non ne ha dato una definizione chiara.
Il contesto per i suoi commenti era ovviamente l’Islam. A Papa Francesco dà veramente fastidio il fatto che la gente critichi l’Islam, e di conseguenza sia riluttante all’idea di lasciare entrare facilmente nel proprio paese i sostenitori dell’Islam. Invece di esporre un motivo razionale per permettere che gli immigrati musulmani entrino in un paese, lui paragona delle persone che sono semplicemente critiche o in disaccordo con i terroristi, cioè degli assassini.
Tutti sappiamo come giocano i bambini. Quando un bambino si accorge che non sta vincendo, butta per aria il gioco, o spegne lo schermo del computer, o si allontana in un battibaleno. Questo è esattamente ciò che visualizzo quando qualcuno – che si tratti di Papa Francesco o di chiunque altro – accusa un’altra persona di qualcosa perchè si accorge di non avere argomenti per sostenere la sua tesi.
Il preconcetto di Papa Francesco è che le persone non hanno alcun controllo sulle loro azioni.
Ad esempio, l’anno scorso, Libero, un quotidiano italiano di destra titolava un articolo sulla storia degli attentati di Parigi che hanno ucciso circa 130 persone: “Bastardi Islamici”. Un altro giornale di destra, Il Giornale, titolava una storia sulla situazione caotica in Libia e il rischio che i militanti possano intrufolarsi in Italia assieme ai migranti: “ISIS è in arrivo. Armiamoci.”
Qual’è il preconcetto inespresso di Papa Francesco? Che le persone che leggono questi titoli non abbiano auto-controllo. Poiché i giornali chiamano con nomi spiacevoli i Musulmani che commettono terrorismo, questo costringerà i lettori a diventare violenti a loro volta. A quel punto, il sangue sarà sulle mani dei giornali, non sulle mani delle persone che hanno inizialmente avviato la violenza: Sapete, i bastardi islamici.

Potremmo dire, “Chi se ne frega di quello che pensa Papa Francesco! È solo un religioso senza peso politico.” Abbastanza vero. Ma tutti sappiamo che il “Politicamente Corretto” in Europa, così come negli Stati Uniti, approva le parole di Francesco. Incluso il presidente Obama e il suo molto probabile successore, Hillary Clinton. Il procuratore generale promosso dalla Clinton, se lei sarà eletta, ha già minacciato di perseguire penalmente le persone che aggrediranno verbalmente o condanneranno l’Islam. E quando arriverà il momento, certamente lo farà basandosi sul preconcetto di Papa Francesco, se non perfino usando le sue stesse parole.
Le idee di Francesco rappresentano il classico esempio di colpevolizzazione della vittima. Invece di mettere in discussione (1) i terroristi islamici stessi e (2) l’ideologia dell’Islam su cui i terroristi islamici giustificano tutti i loro atti di brutalità, Papa Francesco rivolge la sua arma morale sulle persone che rispondono con una perfettamente comprensibile rabbia, indignazione e paura sulle reali azioni orribili dei terroristi.
Cosa c’è di sbagliato in quest’uomo, e nelle persone che lo applaudono quando dice queste cose? Dato il suo ruolo di leader della Chiesa Cristiana, la fissazione di Francesco con l’Islam è più misteriosa di ogni altra cosa sostenuta dalla sua fede.
L’Elastico

