PragerU -Traduzione:
Voglio parlarvi di un nuovo femminismo per il XXI secolo.
Vi sono tre pilastri che reggono questo nuovo femminismo: la dignità, la parola “no”, e gli uomini.
Ma prima di esporre queste idee dovete sapere qualcosa di me: ero molto coinvolta nel movimento femminista, ho fatto anche parte del Consiglio di Amministrazione dell’Organizzazione Nazionale delle Donne. Di questo mi sento molto fiera ma anche un po’ colpevole. Fiera perché il femminismo ha portato avanti dei cambiamenti molto importanti e necessari. Colpevole perché ha fatto anche molti danni. Il lavoro che faccio oggi serve a invertire questi danni.
Con questo spirito parliamo dei pilastri del nuovo femminismo:
Il primo pilastro, la dignità: la dignità è il cuore di ciò che dovrebbe essere il femminismo. Dignità significa che una donna dovrebbe essere sempre libera di scegliere il suo percorso nella vita. Questo è ciò che il femminismo una volta supportava. Ma è ancora così? Oggi tutte le studentesse universitarie sanno quali sono le loro aspirazioni, ed elencheranno un vasto numero di lavori, giornalista, avvocato, medico, architetto. L’unico lavoro che non elencheranno è “moglie e madre”. Infatti ogni volta che una donna è così temeraria da dire all’università che vuole essere “moglie e madre” le femministe impazziscono.
Un femminismo nuovo terrà invece in considerazione e rispetterà tutte le scelte responsabili.
E dato che si parla di dignità non riesco a immaginare nulla di meno dignitoso per le donne del fatto che le femministe credano che in ambito sessuale le donne siano uguali agli uomini quindi debbano comportarsi in maniera ugualea loro. È questo ciò che la donna liberata vuole davvero? Fare sesso indiscriminato e non dargli peso come fanno gli uomini? E questo ciò a cui aspira il femminismo? È triste da dire ma la risposta che spesso viene data è “sì”.
Tiriamo le somme: il femminismo ha diminuito il desiderio delle donne di fare una famiglia e aumentato il desiderio di avere soddisfazioni dalla carriera e dal sesso. Non esattamente la ricetta per il successo e per la felicità.
Il secondo pilastro del nuovo femminismo è la parola “no”.
È collegata con il primo pilastro.
Nel corso della storia le donne hanno usato molto la parola “no”. Certo, molte volte le donne hanno detto sì quando avrebbero dovuto dire no, e questi sono stati gli spunti per molti romanzi classici (Madame Bovary, Anna Karenina…), ma queste erano eccezioni, non erano la regola.
C’è molto potere nella parola “no” e la maggior parte delle donne sapeva come usare quel potere, ma negli ultimi decenni se ne sono dimenticate e le conseguenze sono state disastrose.
Le donne, che sapevano come fare per non essere trattate come oggetti sessuali, sono oggi viste come oggetti sessuali più che mai. Lo si nota dappertutto, nei video musicali, nelle pubblicità, e in programmi televisivi in cui ragazze adolescenti “corrono dietro” a ragazzi adolescenti, al contrario di come accadeva una volta.
Cos’è successo? È successo che il femminismo ha iniziato a dire che le donne dovevano comportarsi come gli uomini, dovevano fare qualunque cosa facessero gli uomini e come la facevano loro.
Le donne erano arrabbiate con gli uomini ma volevano essere come loro! Non sorprende che la società sia così confusa.
Le donne stanno negando a se stesse la possibilità di dire no. La soluzione è riprendersi quel potere. Questo è particolarmente vero per le donne giovani. Dire no significa dire: “Io non sarò definita da nessuno se non me stessa, né dalle femministe, né dai desideri sessuali maschili”. Questo è il potere delle donne.
Il terzo pilastro sono gli uomini. È facile per le femministe dimenticarlo ma sono stati gli uomini a rinunciare al monopolio del potere politico e a dare alle donne il diritto al voto, a inventare gli anticoncezionali, a inventare il frigorifero, la lavatrice, e molti altri strumenti che hanno liberato le donne. Gli uomini sono diversi dalle donne. Spesso i professori accademici ci dicono che siamo uguali e che le uniche differenze sono che veniamo educati socialmente in maniera diversa. Ma come direbbe George Orwell “Questa è un’idea che solo un intellettuale sarebbe così stupido da potervi credere”.
In aggiunta, gli uomini e le donne hanno bisogno gli uni degli altri. Ad esempio le donne “civilizzano” gli uomini, è il nostro compito. Ma per riuscire a conseguire tale compito dobbiamo preservare la nostra dignità, non avere paura di usare la parola “no”, e vedere negli uomini degli alleati, non delle persone con cui competere o degli oppressori.
Questa è la strada per un nuovo femminismo, la strada verso un mondo migliore per entrambi i sessi.
Tammy Bruce
L’Elastico

